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La persuasione coercitiva,  oggetto di studi e ricerche da molti decenni, non è un fenomeno tipico delle sette religiose.


I più importanti esponenti della branca della psicologia che si occupa di questi problemi, la Psicologia della Religione, si sono espressi chiaramente in proposito in un manuale tradotto e pubblicato in Italia: HOOD R.W. jr, SPILKA B., HUNSBERGER B., GORSUCH R. (1996), Psicologia della religione. Prospettive psicosociali ed empiriche, Torino, Centro Scientifico Editore, 2001. Questi  autori  sono alcuni dei più eminenti psicologi della religione contemporanei, tutti già presidenti della Divisione Psychology of Religion della American Psychological Association. Ecco un brano tratto dal Manuale di cui sono autori:

Affrontando la questione della persuasione coercitiva all’interno delle organizzazioni religiose, essi illustrano le diverse posizioni a riguardo. L’uso della metafora “lavaggio del cervello” presuppone la convinzione di un certo numero di psicologi clinici  e psichiatri secondo i quali la conversione e l’affiliazione  a un culto “deviante” avverrebbe attraverso  un processo patologico e sarebbe sintomo di una malattia: ci sono studiosi che sono arrivati ad affermare l’esistenza di una sindrome definita come “cultismo distruttivo”. In contrasto con questi studiosi si pongono i ricercatori più empirici che  non hanno trovato alcuna prova del fatto che i culti utilizzino metodi in grado di alterare i normali processi psicologici. […] Il tentativo di affermare l’esistenza di processi psicologici particolari operanti nei culti è, perciò, destinato a fallire poiché chi aderisce a una religione minoritaria lo fa per le stesse motivazioni di chi aderisce a una religione riconosciuta e accettata dalla società[…]".(Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto, pp. 41-53).

Per la definizione di "persuasione coercitiva"  vedi anche la definizione di "lavaggio del cervello"